Tennis Valla, il più “social” dei centri sportivi milanesi

– Un’area abbandonata trasformata in un piccolo bijoux dello sport –

Frutto di un grande investimento, il Centro Tennis Valla si dimostra una sana e felice realtà sportiva in cui imparare a giocare a tennis circondati dal verde, lontano dal caos cittadino, ma a pochi minuti dal centro di Milano

Alle otto del mattino su via Valla scorre ancora un traffico rado e ordinato. Non sembra di trovarsi neppure a Milano, nonostante sia un importante affluente che da piazza Agrippa accompagna l’automobilista attraverso via Bazzi da Sud verso il centro della metropoli. E’ abitudine di Renato Givani, ottantunenne metalmeccanico in pensione, percorrerla anche tutti i giorni e prima del curvone che fa cambiare nome all’arteria in Lampedusa, girare a destra, in una viuzza privata e senza uscita che porta al Centro Tennis Valla.

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Givani, al Valla, è un habituè di lunga data. Tennista da una vita, pratica questo sport, per l’invidia di tutti i frequentatori del centro e non solo dei suoi coetanei, due volte alla settimana. La sua costanza e la grinta con cui affronta ogni partita, lo hanno fatti diventare un’istituzione. Un caffè tonificante al bar del centro, un rapido cambio d’abito degli spogliatoi della club-house e poi in campo dalle 9 alle 11.

Il signor Renato gioca al Valla da 35 anni. E non solo per comodità. Lì ha i suoi amici e torna volentieri anche quando non ha sfide in calendario. Il Centro, con il passare del tempo, è infatti diventato un vero e proprio aggregatore sociale. Gestito dalla Cooperativa Sportiva Valla, non sono previste quote di iscrizione, né tesseramenti obbligatori. E le tariffe popolari applicate – non solo per l’affitto dei campi ma anche al bar-tavola calda – hanno attirato nel Centro generazioni di appassionati di questo sport e quanti vogliono semplicemente pasare un po’ di tempo in compagnia e in santa pace. Lì, il caos cittadino sembra lontanissimo e un giardino privato con un parco giochi attrezzato per bambini, il tutto protetto da un ‘alta recinzione, dà la sensazione di trovarsi a mille miglia di distanza. I soci della cooperativa poi, sono sempre all’erta affinchè il Centro resti un polmone sociale sano e sicuro.

Il manager, la professionista, l’impiegato, la casalinga, la studentessa universitaria, il pensionato. Al mattino sono loro i “padroni del Valla”. Nei tre campi coperti in mateco si alternano i maestri che nella prima parte di giornata danno lezioni private. Poi verso l’una, i tavoli accanto al bar-tavola calda si animano di avventori. Si fermano i giocatori per un pasto veloce, ma vengono serviti anche gli impiegati – i ticket sono accettati – che lavorano negli uffici della zona.

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Sui campi però continuano a susseguirsi sfide, ad alternarsi giocatori che vogliono migliorare il proprio dritto o imparare la volèe, dalle 8 del mattino fino a mezzanotte. Con una pausa: nel pomeriggio il Centro, affiliato alla Federazione Italiana Tennis, è il regno dei Maestri della Scuola Addestramento Tennis, coadiuvati da un team di professionisti della racchetta. La SAT Valla è diventata nel corso degli anni una delle più importanti del capoluogo lombardo. I 300 e più iscritti sono bambini dai 7 anni, ragazzi e giovani adulti. I tornei di fine anno, divisi per classi, sono più di un “saggio” per testare l’apprendimento tecnico che la messa in mostra dell’anima agonistica dei ragazzi perchè lo spirito della scuola è quello di crescere degli Sportivi, non dei giocatori malati di competizione.

Un percorso formativo che non si interrompe con l’estate. Il Centro Valla Chiude, durante l’anno, per le feste comandate e per 3 settimane ad agosto. Ma i ragazzi, finita la scuola possono partire per il Centro estivo a Ponte di Legno, ospitati in un hotel a quattro stelle, in pensione completa, sempre sotto gli occhi vigili del nostro Staff. Ponte di Legno, per i ragazzi del Valla è da 30 anni una vera e propria esperienza educativa. Non viene infatti insegnato solo il tennis. Si giocano sport di squadra e tante attività ricreative che insegnano a stare insieme e a rispettare gli altri. E poi ci sono anche i corsi di inglese con maestri madrelingua. Scuola e vacanza, a prezzi accessibili: la filosofia del Centro milanese si estende anche in montagna.

Oggi i tennisti che giocano al Valla sono 500, ma le persone che frequentano quello che può essere definito un vero e proprio punto di ritrovo per la zona sono, nel corso di un anno, 3 volte tanto. Non è sempre stato così. La cooperativa che gestisce il polo sportivo lo ha rilevato nel 1978, quando si trovava in totale abbandono. Costruito due anni prima da una società edilizia della famiglia Ligresti come onere di urbanizzazione per un grande complesso immobiliare edificato lì vicino, l’impianto, abbandonato, si era rapidamente degradato e usato come dimora dai senzatetto della zona, allora profonda periferia milanese. Il Comune aveva la necessità di recuperare l’area e, all’appello, si presentò Luigi Mario Fanton, come presidente della Cooperativa Sportiva Valla.

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Andava rifatta la Club-house, roportati a nuovo i campi e coprirli con strutture fisse. L’investimento iniziale fu di 300 Milioni di Lire, di cui 120 milioni rimborsati degli anni dal Comune che ha così centrato l’obiettivo: riqualificare l’area e trasformarla in un polo di aggregazione dei cittadini, non solo sportivi. Le doti comunicative di Fanton, ex pubblicitario, sono state infatti sfruttate dalla cooperativa per convincere l’Aem, l’azienda elettrica municipale, a trasformare un’area verde incolta limitrofa in 120 orti con un laghetto centrale di acqua sorgiva, da far gestire ad altrettanti pensionati residenti nelle vicinanze. Da allora molti di loro si ritrovano al bar del Centro Valla e alcuni accompagnano i loro nopotini alla scuola tennis o a giocare nel giardino attrezzato.

Un ispettore della direzione sportiva pubblica francese ha visitato, accompagnato da alcuni omologhi del comune di Milano, il Centro Valla. “Un piccolo Bijoux” ha commentato l’ispettore, congratulandosi con i colleghi. E, come hano testimoniato i presenti, un sorriso apparso sul volto del quasi ottantenne Fanton, ha tradito un comprensibile sentimento di orgoglio per l’importante lavoro svolto. Non per un centro tennis, che comunque va avanti bene, grazie ai suoi conti in ordine, ma per il servizio reso all’intera comunità della zona.